Visualizzazione post con etichetta pubblicità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pubblicità. Mostra tutti i post

mercoledì 9 novembre 2011

8

PROBLEMA
Tornavo in autostrada dal sud, a fine agosto, e mi sono fermato a fare benzina. Ho capito che saremmo rimasti in mutande quando ho dovuto pagare il pieno, ma mi è venuto anche il dubbio che tipo di mutande sarebbe stato. Accanto a me, infatti, sventolava la réclame di INTIMISSIMI che voleva vendermi appunto dei boxer, ma li aveva fatti indossare alla solita interprete di passate campagne sessiste. Una ragazza con le mutande da uomo. E in ginocchio su un letto. E con il dito in bocca. E con lo sguardo seducente. E con la spallina calata. E con la pancia scoperta. E con le gambe allargate per far capire bene che quelle mutande con il taglio da uomo davanti non sono sue. E altre cose sottili che ognuno può immaginare a proprio gusto.
SOLUZIONE
E quelle mutande non saranno nemmeno mie. Riparto col pieno, sicuro che INTIMISSIMI non sarà la marca delle mie prossime mutande. Il mondo è pieno di mutande. 

7


PROBLEMA
Oggi 9 novembre 2011 sono passato da Piazza della Repubblica e dovuto pormi uno strano interrogativo: come si fa a non comprare una cosa che è gratuita? L'ho pensato guardando il grandissimo cartellone di un giornale di quelli che non ti chiedono di pagare perché te lo regalano: LEGGO. Li buttano a pacchi davanti ai negozi la mattina presto o te li propinano uscendo dalla metropolitana. La campagna presenta un nuovo tipo urbano e antropologico: la donna giornaletto. Una ragazza altrimenti vestita offe il suo ancheggiamento sexy alle pagine a stampa con tanto di bracciali e un ridicolo tubo di carta stampata nei capelli.
SOLUZIONE
Anche se finora non ho mai dovuto comprare LEGGOho deciso per il futuro di non guardarlo nemmeno più. Il mondo è pieno di giornali. Meglio se a pagamento. 

martedì 8 novembre 2011

6

PROBLEMA
Ci hanno insegnato fin da bambini quanto sia importante la colazione del mattino e io sono stato sempre rispettoso di questo insegnamento. Non bevo più latte da anni ma consumo ogni giorno uno yogurt, variando spesso gusti e produttori. Posso immaginare che lo yogurt sia un prodotto difficile da reclamizzare perché non tutti lo amano e si collega spesso a un sapore acido. Ma questo "angolo di vi(t)a" che ho fotografato mentre guidavo a Milano con due cartelloni dello yogurt MÜLLER mi ha lasciato perplesso assai. Una donna accovacciata, "testa a terra e natiche all'aria" con una grande bocca metafisica dipinta sul proprio fianco/coscia, tutta un invito al consumo e alla penetrazione. 
SOLUZIONE
Già in passato avevo escluso MÜLLER dai miei acquisti per altre campagne di pubblicità sessista, ma ora ne sono sempre più convinto: non li acquisterò più. Il mondo è pieno di yogurt. 

lunedì 7 novembre 2011

5


PROBLEMA
A distanza di pochi mesi mi è capitato di trovare e fotografare all'aeroporto di Napoli una "zuppa riscaldata", cioè la stessa idea di campagna pubblicitaria stradale già pagata e affissa in precedenza da un differente marchio abbigliamento (v.4). Questa volta si tratta di JADEA che vende mutande e reggiseni e mette di nuovo una ragazza in fronte al muro in iperlordosi, sguardo maliardo ecc.ecc. Sono prodotti da donna è vero, quindi mi toccano non direttamente, ma se questa è la fantasia nella comunicazione... non mi ispira fiducia. E...
SOLUZIONE
E... quando mia figlia mi chiederà di regalarle un reggiseno eserciterò la mia fantasia di consumatore e acquisterò un altro prodotto che non sia JADEA. Il mondo è pieno di reggiseni.

domenica 6 novembre 2011

4

PROBLEMA
Accade di tanto in tanto di dover acquistare dei vestiti, come è normale. E spesso siamo informati dell'esistenza di marche e modelli attraverso la pubblicità. Informati bene e informati male. Alla stazione di Milano fotografo questo cartellone di ARMANI JEANS che rappresenta una donna ipersessuata schiacciata da lei medesima contro un muro per mettere in evidenza, e a disposizione dei "viaggiatori guardanti", il proprio sedere in iperlordosi. In più viene chiesto alla ragazza di sollevarsi la maglietta, toccarsi il seno, guardarci vogliosa ecc. ecc.: le cose tipiche della pubblicità sessista.
SOLUZIONE
Prendo il treno e decido che non comprerò – a dire il vero non ne avevo mai comprati prima – abbigliamento di ARMANI JEANS. Il mondo è pieno di jeans. 

sabato 5 novembre 2011

3

PROBLEMA
Una sera avevo gli occhiali infilati nel collo della maglietta, come faccio spesso per non perderli e mi è capitato purtroppo di rimanerci impigliato e di romperli. Ho pensato allora di ritornare nello stesso negozio in cui li avevo comprati per tentare una riparazione o sostituirli. Ero in macchina e ho svoltato in Piazza Ascoli, proprio di fronte all'ex scuola media Tiepolo di mia figlia, quando mi imbatto in questo cartellone di SALMOIRAGHI & VIGANO' illuminato al parcheggio dei taxi. Sono sceso a fotografarlo perché mi sembrava inquietante assai: un volto di donna mutilato proprio degli occhi per pubblicizzare degli occhiali, una scritta con uno sconto del 50% sulla "montatura", sistemata bella grande sul seno della donna altrimenti nuda, e un'altra scritta "concediti il meglio" accanto alla bocca rossettata. 
SOLUZIONE
Sono tornato verso casa ed ho comprando un paio di occhiali da 13 euro nella mia libreria, cancellando SALMOIRAGHI & VIGANOdalla lista dei miei fornitori. Il mondo è pieno di occhiali.

venerdì 4 novembre 2011

2

PROBLEMA
Mi trovavo di passaggio per Brera quando ho deciso di comprare un bagnoschiuma nuovo. Ho visto l'insegna di THE BODY SHOP e sono entrato. Anzi, stavo per entrare, quando ho visto questo cartello pubblicitario che occupava tutta la vetrina. Un'immagine di donna impastata con quattro concetti dal risultato imbarazzante, repellente se la guardiamo dal lato dello fruttamento commerciale degli stessi: l'oliva, pura, vergine, italiana. Quattro concetti e una figura impropriamente impiegati per una pubblicità.
SOLUZIONE 
Quattro passi più avanti c'era un altro negozio e sono andato lì a comprare il mio bagnoschiuma, evitando da quel giorno il marchio THE BODY SHOP.

giovedì 3 novembre 2011

1


PROBLEMA
Tempo fa stavo per acquistare dei prodotti di abbigliamento di marca SISLEY quando mi sono imbattuto in questo manifesto in Piazza della Repubblica a Milano. Ricordo il disgusto che ho provato nell'immaginare che ci fosse qualcuno capace di inventare una campagna siffatta, con una ragazzina esilissima seduta sul pavimento di un supermercato, con una cascata di cetrioli tra le gambe nude, impugnandone uno bello grosso in mano per ricordarci come si può impugnare un pene. Ma per chi ci avevano presi?
SOLUZIONE
Ho cambiato strada e non ho mai più acquistato un prodotto di marca SISLEY